Cosa ho trovato oggi???

In un disco di back up, oggi, per caso, ho trovato una serie di racconti scritti in un periodo oscuro, che presto sarebbe stato rischiarato dall’arrivo nella mia vita della mia metà. Lo pubblico qui sotto perchè a lui piace moltissimo…

Immaginate un oscuro fondale marino, dove  una luce appena filtrata illumina a malapena una densa e uggiosa atmosfera ,  noiosa e pesante,  dove l’unico movimento intravisto è qualche pesce che,  di tanto in tanto,  pigramente, sguscia dalla sua tana per poi ritornarci rapidamente, anche lui stanco di quel movimento appena visibile e lento che caratterizza quell’abisso profondo; adagiato sulla carcassa di una conchiglia gigante aperta ci sono io, intorpidito da un sonno quasi mortale, e allo stesso tempo quasi congelato dall’acqua che riempie i miei spazi e la mia vitalità, ormai appesa solo ad un filo sottilissimo (quasi totalmente spezzato) con il mondo esterno, quello dei così detti esseri “umani”. Sento una strana corrente, e alzando gli occhi, vedo quell’oceano che si anima tutto insieme in un vortice fatto di movimenti frenetici; estraneo il mio sguardo e mi metto a riflettere: “ Sarà una tempesta?” penso tra me e me; mi decido e finalmente mi rimuovo dal mio stato di inerzia, alzo  di nuovo la testa e vedo uno strano raggio di luce, che colpisce in pieno l’ultimo brandello di filo che mi collega con la superficie, per trasformarlo in una solida corda da marinaio. Ancora un po’ confuso per quella situazione  così lontana dalle mie abitudini, sento in me un calore strano, mai provato, che mi spinge  ad afferrare quella corda con quello spiraglio di forza che ancora mi tiene in vita; una volta che mi sono ben stretto alla fune mi lascio trasportare e man mano che salgo sento che il sangue, come una linfa vitale, torna a scorrere nelle mie vene,  e il torpore oceanico sembra diventare solo un immobile ricordo di tristezza. Ormai sono a galla, e finalmente riesco a vedere chi mi ha tirato su: è proprio lui la mia anima gemella. Si tuffa in acqua per venirmi a prendere, e in pochi secondi sento le sue braccia forti che mi avvolgono in un caldo abbraccio; dopo che i nostri sguardi si incrociano si avvicina a me per baciarmi, ma proprio mentre le nostre labbra si stanno per sfiorare, il suo braccio destro esce dall’acqua per scoprire un’enorme cesoia, che recide definitivamente il cordone che mi aveva riportato alla luce del sole. Poi  il mio salvatore mi guarda con un  espressione di violenza e di disprezzo e sento la sua presa che mi abbandona, per lasciarmi ricadere in fondo a quell’oscuro abisso che ho abbandonato per  troppo poco tempo. Torno così nella mia conchiglia dove vi resto pochi giorni per poi cadere di nuovo  in un sonno profondo, un coma di dolore che può essere interrotto solo da quella luce intensa. Dopo qualche settimana su di una scogliera viene ritrovata la mia conchiglia, vuota;  Ciò che è rimasto di me sono solo le mie lacrime ghiacciate , ferme sulla carcassa, eleganti come perle pregiate. Who will ever come to bring me out of my drowned world ?

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