Un giorno da turista

Visto che le due settimane di interruzione stanno (con mio sommo gaudio…mi sparerei) quasi terminando, in questi ultimi giorni ho deciso di dedicarmi interamente a me stesso; ho deciso quindi di andare a rivedere la Galleria Doria Pamphili

Il palazzo si trova a Roma in piazza del Collegio Romano, dietro Via del Corso. Durante il percorso, partito da Lungotevere siamo però passati a vedere una splendida chiesa (suggeritami dal film che ho visto ieri sera Romanzo Criminale). Nello specifico sto parlando di Sant’Agostino, che si trova alla fine di Corso Rinascimento sulla destra. A Roma è conosciuta dai fedeli soprattutto per la Madonna del Parto

Madonna del parto

In realtà sul lato sinistro c’è un capolavoro di bellezza del più grande pittore del seicento italiano. Sto parlando di Caravaggio e il quadro nello specifico è la Madonna dei Pellegrini (1603-05)

Caravaggio - La Madonna dei Pellegrini

Lo stile popolano di Caravaggio si distingue sempre…non è un caso che in primo piano si notino i piedi sporchi dei due contadini; come molti dei suoi quadri questa popolanità delle sue immagini lo ha reso nemico della chiesa e dello stile che all’epoca veniva imposto (immaginate una Madonna del Parmigianino o di Raffaello). La Madonna ha un’espressione tutt’altro che allegra; a questo elemento è legata la presenza del panno bianco sotto Gesù bambino, che ricorda il sudario…insomma la tristezza della Madonna e questo panno sono due elementi che stanno ad indicare la brevità della vita di Gesù e le sue sofferenze.

Ma andiamo a parlare invece proprio della Galleria Doria Pamphili. Questa nobile famiglia è stata graziata dall’incoronazione di uno dei suoi membri a Papa, cioè Innocenzo X; a Roma essere il papa significava essere anche il re, nel seicento. Il loro potere è stato comunque accresciuto da un membro femminile, sto parlando di Olimpia Maidalchini, moglie del fratello di Innocenzo X e sua amante. La Signora, dopo l’elezione al papato di Innocenzo X si è fatta girare le imposte ricevute dai bordelli, perchè non era decoroso che le ricevesse il papa…tutto il mondo è paese.

Ma passiamo alle opere che direi sono degne di nota…Bellissime le quattro allegorie di Terra, Acqua, Aria e Fuoco (quest’ultima non visibile oggi) di Brueghel.  Moltissimi i quadri del Guercino (così chiamato a causa di un forte strabismo) e di altri pittori, tra cui Domenichino, e altri.

Certamente però il pezzo forte della mostra è il Ritratto di Innocenzo X  di Velasquez, un po’ il simbolo della galleria Doria Pamphili

Ritratto di Innocenzo X - Velasquez

Vi posso assicurare che questo quadro ha uno sguardo veramente magnetico, molto bello; Innocenzo alla sua vista quasi innorridì perchè troppo veritiero.

Ma la giornata si è aperta con Caravaggio e la mostra contiene (quasi alla fine) due splendidi quadri di Caravaggio, appartenente alla sua fase iniziale; il primo, di una dolcissima intensità è Riposo durante la fuga in Egitto.

Caravaggio - Riposo durante la fuga in Egitto

Anche questo rappresenta una certa novità stilistica; l’angelo preso di spalle, la popolanità e la veridicità della rappresentazione di San Giuseppe, che in realtà era una persona molto più grande della Vergine Maria. Accanto a questo quadro ve ne è un altro del primo Caravaggio, cioè la Maria Maddalena

Caravaggio - Maria Maddalena

Se fate un breve confronto tra questo e il quadro precedente troverete che la modella è la stessa della Vergine Maria, e questo vi assicuro che provocò non pochi scandali all’epoca. Se considerate un altro dipinto La morte della Madonna, gira voce che come modella Caravaggio avesse preso una morta annegata nel Tevere provocando le ire di tutto il Vaticano. Il momento fissato in questo quadro dimostra il distacco dal lusso dei gioielli e dell’olio profumato in una posa che è quella che per molti casi rappresenta la malinconia, cioè la riflessione, attraverso la morte, del valore della vita stessa.

Nella sala del 500, mancava (ahimè) la Salomè di Tiziano Vecellio. Il tema è lo stesso raccontato da Wilde, Salomè figlia di Erode ed Erodiade in preda ad un capriccio (forse destato da un suo non ricambiato amore) chiede al padre la testa di San Giovanni Battista. Nel quadro la sua espressione mostra riluttanza verso la testa recisa; lei sembra quasi non essersi resa conto di ciò che ha fatto, e il servo ha uno sguardo di pietà nei suoi confronti.

Tiziano - Salomè e la testa del Battista

L’ultimissimo quadro che mi ha turbato per bellezza, dolcezza e crudezza è stato nell’ultima sala, quella del 400; sto parlando del Compianto su Cristo morto e un donatore di Hans Memling. Nonostante una certa piattezza dell’immagine, tipica del 400 fiammingo (e non) il dipinto trasmette una certa dolcezza e commozione, nel vedere Maria Vergine che bacia Cristo, morto e nel pieno del rigor mortis.

http://www.doriapamphilj.it/compianto.asp

La mia visita si è chiusa così; mi dispiace se non ho riportato altre opere importanti come il Busto di Innocenzo X  scolpito da Bernini o altro che al momento mi sfugge; i quadri che vi ho descritto sono quelli che hanno veramente lasciato un segno…

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