Il mio rapporto personale con il male

La prima settimana di lavoro è trascorsa…dura, intensa, parecchio diversa dal solito; ma anche in questo nuovo oceano di eventi e di persone diverse, un tema ricorrente si riaffaccia nella mia vita ed è Massimiliano e il male di questo mondo.

Il mio nuovo responsabile è una persona piuttosto strana…durante questa prima settimana con me è stata abbastanza tranquilla, diciamo che è stata assai differente da come lei stessa si era descritta(sostanzialmente non una santa in effetti); come ho già detto i primi giorni sono trascorsi tranquillamente, nonostante la lunghezza delle giornate e l’intensità del lavoro. Ieri ho avuto però un piccolo assaggio della vera natura del mio capo, fortunatamente questa cosa non mi ha toccato direttamente (spero non mi capiti mai, ma se succedesse spero di uscirne indenne…). Il nuovo ufficio in cui mi trovo è un piano più in alto rispetto a quello del mio capo, ed è separato da una rampa di scale…e ieri è successo, ha mostrato, nei confronti di due persone estremamente preparate (e tra l’altro anche tolleranti con me e con le mie “lacune” da neofita) tutto il male nascosto in se. Non ho visto la sua faccia, mi è bastato sentire semplicemente le urla di una belva inferocita dal piano di sotto che gridava parole offensive nei confronti di chi lavora anche la notte per lei. Di li ho capito che tutti gli esseri umani sono dei bicchieri d’acqua, all’interno dei quali la vita porge gocce di colori diversi a seconda del proprio personale destino…ognuno di noi ha dentro di se colori diversi, rosa, rosso, verde, blu…quando mi trovo davanti una persona che se fosse un bicchiere sarebbe pieno solo di rabbia e di male verso il prossimo (quindi nero e rosso), reagisco in un modo strano, mi immobilizzo, mi ghiaccio e mi domando…perchè Dio ha creato anche il male oltre al bene…molti parlano di un equilibrio senza il quale nessuno di noi sarebbe qui…ma come è possibile che ci siano state persone così meravigliosamente bianche o trasparenti (Madre Teresa di Calcutta, Gandhi, Padre Pio) e persone che hanno incarnato così perfettamente il male nella loro oscurità (mi viene in mente solo Hitler in questo momento). Perchè non riesco a capire perchè spesso il male è così concentrato in alcune persone, ai miei occhi senza alcuna possibilità di redenzione?

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12 pensieri su “Il mio rapporto personale con il male

  1. Aleyakke

    dai… sai benissimo che quello che tu definisci il “male” non è null’altro che “invidia”, ti parrà strano ma l’invidia per un raggio di sole, di un quadretto alla parete, della macchina nuova, dell’amore manifestato per altri, l’invidia di un piccolo dittatore per un grande macellaio… insomma lascia che ti casa a non più di un palmo dal culo e vedrai che tutt’alpiù qualche scizzo da terra può solo macchiare le scarpe non il cuore.
    Sai ieri ho scoperto che ci sono 120 mila bambine soldato: mi sono dilettato in una di quelle cose che mi vengono meglio, l’Utopia.
    ciao
    Alex

  2. …Ho letto il tuo articolo…poco fa…il mio discorso è ben più ampio rispetto ad una sola persona…il male in questo mondo dovrebbe veramente scomparire e lasciarci respirare una volta e per sempre…anche io sono un utopico come puoi vedere…

  3. roselia

    il male esiste, eccome.Puoi vederlo rapprensentato nelle piu’ varie forme.Dalla guerra alla insensibilità verso gli altri..

  4. Mara

    Quando mi capitano certe persone i casi sono due:o ne sto lontana o mi avvicino cercando un punto debole o di rottura per potermi poi difendere…ho dovuto imparare a mie spese purtroppo,sulla mia pelle.

    Ciao Massy.

  5. Ciao massi…mi è piaciuta la tua metafora dei bicchieri…che dire il bene e il male una lotta su cui si regge l’equilibrio di tutto…solo che alcune volte c’è solo il male e nessuno spiraglio di bene…Cosa si può fare di fronte ad alcune persone che ti urlano tutta la cattiveria di cui sono capaci? niente, forse aver pietà della loro piccolezza, data dalla non-sensibilità…

  6. Infatti la mia reazione principale è semplicemente una: pena, e nient’altro che infinita pena per una persona che nella vita ha veramente poco e niente…

  7. MadMark

    So che non è semplice da mettere in atto, ma lasciarsi scivolare tutto addosso è la miglior cosa. Concordo un pò con tutti. La metafora del bicchiere è davvero molto bella, i miei complimenti!

  8. E’ bello sentirsi dire una cosa del genere da te che scrivi così bene…grazie piccolo mio…ti voglio bene e ti ringrazio di essermi vicino…

  9. Il “bello” di queste persone e’ che credono che “alzando” la voce e facendo scenate in ufficio riescano a “far rigare” tutti nel senso che loro vogliono…il punto e’ che non c’e’ niente di meglio di un ambiente rilassato per lavorare e ancor piu’ di stimare le persone con cui lavori…compreso il famigerato capo…
    Io ho lavorato con una persona (che era il mio capo) che stimavo molto, certo aveva i suoi difetti come tutti gli essere umani, ma ne traevo spunto perche’ mi piaceva il suo modo di affrontare i problemi…
    Ciao
    Astasia

  10. Tutto è relativo.
    A volte una persona sembra un cerbero e poi lo vedi in famiglia e lo scopri un agnellino.
    Sul lavoro i capi sono capi, ognuno a suo modo. Molti sono accomodanti, altri stronzissimi.
    Però poi, chi lo sa, sono capaci di grandi slanci di generosità.
    Il male assoluto nelle persone, secondo me non esiste. Esiste un cattivo modo di relazionarsi agli altri, una sbagliata scala di valori, una superficialità di rapporti… ma il male a mio avviso, non è capace di occupare tutta la capacità di un animo umano.

  11. roselia

    …se il male non puo’ occupare tutta la capacità di un animo umano ti posso assicurare che può occuparne una ottima parte!

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