Conversazioni “acculturate”

Beata ignoranza, che ti fa stare bene di corpo, di mente e di pancia…parole sante Don Buro! Per avvalorare questa tesi, semplice ma efficace, vi racconterò passo passo la splendida conversazione ascoltata per caso oggi sull’autobus da parte di due studenti universitari, appena usciti da un esonero (bei tempi quelli in cui noi studenti del vecchio ordinamento facevamo esami unici da trenta libri, sti pivelli c’hanno tutto facile)

Vi descrivo i due tizi: uno, trasandato, con la barba e un bottone della patta aperta(di seguito pattaperta); non riesco ancora adesso a capire il suo accento, parecchio strano; l’altro sembrava invece un mio parrocchiano, nonostante tra uno scempio (dell’altro, almeno in questo devo difenderlo) e un altro ha parlato anche della sua “donna” (copertura???di seguito fintetero). Le mie orecchie hanno carpito particolari riguardo ad una prova che pattaperta aveva recentemente sostenuto; nonostante fosse un esame di cinema c’erano degli strani legami con la storia dell’arte; a voi la conversazione:

pattaperta: “Sai, mi vengono dei dubbi…ma Munch, quello dell’Urlo era impressionista o espressionista?”

fintetero: “espressionista…sai ho visto anche la mostra…”

La mia faccia era pallida e mi veniva veramente da ridere, volevo morire, mi sarei sotterrato io al suo posto molto volentieri dalla vergogna…è risaputo (lo so dalla terza media) che Munch è èsponente dell’Espressionismo.
Ma non finisce qui…

pattaperta: “E Magritte…Magritte è Magritte…la prof. ci ha mostrato un quadro che si intitolato La Pippe…c’è sta Pipa sospesa in aria con sotto scritto -Ceci n’est (t pronunciata, mi raccomando, fa più Parigino ndr.) pas an pippe-, ma che vuol dire???”

fintetero: “Magritte è un surrealista”

Penso che se avessero posato gli occhi su me avrebbero visto la gocciolina di sudore alla Sailor Moon e il fatto che mi stavo mordendo le labbra per non sbottare con complimenti per la ottima preparazione universitaria e artistica.
Non mi dite che sono snob, ma penso che l’arte dovrebbe essere nel patrimonio culturale di ogni singolo essere umano e certe cose, lo giuro, mi fanno veramente rivoltare lo stomaco!

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7 pensieri su “Conversazioni “acculturate”

  1. MadMark

    A voler avere una visione materialistica della vita l’arta non riempie lo stomaco, ma è quel qualcosa che eleva l’uomo che gli dà un sogno, una meta. La potenza della creatività, dell’immaginazione, dell’ispirazione.. senza queste cose la vita sarebbe cosi triste e cosi poco interessante. Personalmente vivo per creare, per sentirmi ispirato e creare.

  2. roselia

    troppa poca arte e troppi fintiartisti…
    Io avrei alzato una paletta con su scritto:
    “chi parla poco dice poche stupidaggini”

    ci stava no?! 😉

  3. Anche io ho visto quel quadro, mio padre lo portò a casa a mia madre come regalo per i loro 25 anni di matrimonio, ma poi lo abbiamo ceduto per beneficenza al museo perchè non si intonava con il colore della sala da pranzo. 🙂

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