Una passeggiata in una grandine nevosa…

Ieri sera alle 19.30 sono tornato da casa di Virginia, e accompagnando Francesca, abbiamo assistito ad uno strano fenomeno meterologico. Per strada, non siamo riusciti a capire se nevicasse o grandinasse…la precipitazione iniziale faceva pensare a grandine, ma al ritorno sembrava tutto, tranne grandine…era tutto bianco.
Neve

Di quei pochi momenti (il percorso da casa di Francesca a casa mia è poco veramente) ho un solo ricordo; nonostante ci fossero macchine per le strade mi ha sconvolto il silenzio, raramente interrotto solamente dai tuoni in lontananza. Un silenzio di ovatta, tipico di quando nevica, in cui tutto è attutito; per pochi istanti mi è sembrato di stare in un manicomio fatto di ovatta ghiacciata, fredda, ma proprio perchè fredda, così infinitamente calda e tenera. Era bellissimo guardare il tergicristallo che spostava questo strano nevischio e lo accumulava ai lati della macchina. Ovunque guardavi c’era il bianco, che attutiva tutto, dolore, odio, rabbia…strozzava le grida di chi soffre…poi sono rientrato a casa…cena dai miei per festeggiare la festa del papà, in ritardo…come dire…da un manicomio di ghiaccio ad uno vero!

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11 pensieri su “Una passeggiata in una grandine nevosa…

  1. …bella la scena del manicomio di ghiaccio!!!!
    è come se la vedessi!!!
    anche qui a bologna ieri ha buttato delle palline che erano un misto fra neve e grandine!!!
    ciao

    buon primo giorno di primavera!!!!

  2. vittorio

    Efficacissima descrizione di una situazione che crea l’occasione per esternare: “…ovunque guaradavi c’era il bianco, che attutiva tutto, dolore, odio, rabbia…strozzava le grida di chi soffre….”
    Il ritorno a casa non risolve…si soffre comunque e ovunque!
    Bravo Max, io ero in macchina con te!

  3. vittorio

    Nevicava, faceva freddo, io ero solo, in una notte …. fredda e tempestosa….è stato inevitabile! E io cercavo riparo, e poi…..lui guardava solo la strada !!! Che pensasse a te non saprei dire.

  4. …pensavo a lui in effetti Vittorio…avevo paura avesse preso acqua o neve grandine…mi avrà dato ispirazione lui per questo…

    Grazie Conte, sono felice che ti piaccia…

  5. MadMark

    Non hai idea di quanto mi manchi la neve..
    di quei giorni che ne veniva giù tanta che non andavi a scuola
    di quelle mattinate passate a scivolare sulle colline
    di quei pomeriggi che una ruzzolata mandava i piedi al cielo
    di quelle sere che rientravi a casa zuppo e la mamma te le cantava!
    di quelle risate candide più del bianco intorno..

  6. vittorio

    Caro MadMark,
    strepitosa la tua idea di commentare un racconto con una poesia.
    Io sono nato in un paesino dell’Abruzzo, deve nevicava tantissimo, e quello che tu hai scritto è per me un…..AMARCORD !!! Triste, nostalgico, tenero…come appunto il ricordo dell’infanzia.
    Vittorio

  7. io la amo talmente tanto che la sogno…il mio problema è che significherebbe prosperità…ma non ne vedo molta e vi assicuro che la sogno spesso.

  8. MadMark

    Vittorio non è solo una poesia, sono anche i miei di ricordi. Nel mio paesino quando il clima non era impazzito come ora nevicava ogni inverno!

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