Alex Sanchez – Carlos e Sal

Alex Sanchez - Carlos e Sal

Può un eterosessuale pensare come un gay? Può un eterosessuale capire a fondo il concetto di omofobia? A mio avviso un adulto (a meno che non abbia un bagaglio culturale molto ampio) ha delle difficoltà a farlo…ma se si trattasse di un adolescente?

Il tentativo è riuscito ad Alex Sanchez, che in questo libro ha spiegato un concetto estremamente importante: l’amicizia, tra un gay e un eterosessuale. Carlos e Sal, si conoscono, si frequentano e riescono a fare quanto di meglio è possibile per capire uno le necessità dell’altro; Sal (gay) aiuta Carlos (etero) a ricrearsi un look per amore, comprendendo la voglia di amare che a 15 anni comincia a sbocciare con una certa violenza. Carlos invece riuscirà a capire che l’essere diverso non comporta nulla di strano, anzi che una maggiore sensibilità acuisce una visione più ampia, che permette di risolvere problemi, anche di realtà diverse. E’ stato veramente bello vedere come questi due ragazzi toccassero il concetto di “compenetrazione reciproca mentale” di due esseri provenienti da due mondi diversi: è come se in questo libro l’uomo e la donna provenissero entrambi da Marte o da Venere, senza differenze, in una bildung (formazione in tedesco) che è volta ad un unico scopo: l’eliminazione dell’omofobia, come concetto errato sia per gay, che per etero. Personalmente mi piacciono questi libri, perchè rivedo il me stesso di 15 anni fa alle prese con le stesse difficoltà, ma all’interno di un contesto molto meno evoluto rispetto a quello narrato.

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Un pensiero su “Alex Sanchez – Carlos e Sal

  1. sembra carino.

    A me è successo di credermi del tutto libertaria e di ampie vedute e quando invece ho cominciato a frequentare il mondo dei gay, piano piano ho cominciato ad accorgermi di certi atteggiamenti o caratteristiche che non mi piacevano e a realizzare che delle differenze tra un mondo e l’altro (visti in prospettiva generale) ci sono.
    Preso coscienza di questo, mi sono ritrovata vicino ai gay che conoscevo molto più di quanto non fossi mai stata.

    Avevo finalmente smesso di vederli come una minoranza da salvare, come i reietti da difendere, ma li avevo conosciuti come persone pure e semplici stronze e stupende come tutti gli altri, piene di vizi solo loro e di virtù, altrettanto peculiari.

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