La giornata mondiale del sopruso

Era ieri, purtroppo nessuno mi aveva avvertito, altrimenti mi sarei barricato dentro casa…

Ma vaff...

1° episodio: appena svegli ci siamo mossi per andare a casa di Virginia; parcheggio la macchina davanti casa sua, scendo per citofonarle e Marco mi chiede se gli presto la macchinetta fotografica…non resiste al fascino di un palazzo rosso con una inferriata bianca che contrastano; niente di strano, non trovate? Gli do la macchinetta, traverso la strada e mi accorgo solo dopo pochi istanti che da una classe A parcheggiata a pochi passi da Marco scende un tizio, che gli si avvicina mentre sta semplicemente cercando di fare una inquadratura corretta (bel reato, non trovate?); nel frattempo arriva Virginia e sento la sua voce che mi chiama, ha una borsa in mano, e visto che è appena entrata nel settimo mese faccio per avvicinarmi e toglierle il peso…rivolgo un secondo gli occhi verso Marco e capisco che qualcosa non va: il tizio sceso dalla macchina gli mostra qualcosa (sembra un portafoglio); in lontananza decifro l’espressione di Marco, è spaventato, sopreso e cova dentro una rabbia enorme che si conclude con un timido gesto della mano (un vai a quel paese) non appena il coglione integrale (denunciami pure tesoro se leggi questo blog, l’abuso di potere è un reato quanto “l’offesa a pubblico ufficiale”) si allontana ritornando alla macchina. Quasi strappo la borsa a Virginia dalle mani e faccio di nuovo per attraversare, ma è tardi perchè lo stronzo è già rientrato in macchina e mette in moto per partire. Marco mi racconta, ancora un po’ tramortito cosa è accaduto: l’uomo (non so proprio se definirlo così, non si può definire un uomo chi è bravo solo a fare il duro) gli ha sventolato in faccia il distintivo e ha chiesto informazioni sulle foto sospette che stava facendo al palazzo, così tante volte preda di ladri e malviventi (la faccia di Marco la conoscete tutti, si può pensare qualunque cosa tranne che sia un malfattore). Sono sconvolto. I manifesti della destra non fanno altro che dire che Roma deve essere sicura grazie alle forze dell’ordine…ma le forze dell’ordine sarebbero queste? Faccio le mie congratulazioni a chi seleziona certa gente e la mette in polizia o nei carabinieri o in qualsiasi altra arma, veramente un ottimo lavoro! Davvero una gran sicurezza, visto che uno non è nemmeno libero di scattare foto. Ho delle difficoltà a ricordare un testo di legge che vieta di fare fotografie a palazzi o a qualunque cosa in effetti. E con questo chiudo il mio primo racconto.

2° episodio: vediamo una mediocre mostra di Gaugin (troppi pochi pezzi veramente belli…ho pensato ogni minuto alla Scozia, e all’esposizione gratuita permanente di opere non solo di Gaugin su Prince street :() facciamo un giro per il vittoriano che è aperto al pubblico e collegato alla mostra. Lotto contro le vertigini, faccio qualche foto (stavolta liberamente); Virginia mi chiede dove possa essere un bagno. Seguiamo le indicazioni e finalmente arriviamo davanti al WC che ha davanti una fila multichilometrica. Bontà (o legge italiana) vuole che le donne incinta abbiano diritto a saltare qualunque tipo di fila (a maggior ragione quelle di un bagno, considerando che un bimbo di sette mesi in pancia pesa decisamente sulla vescica). Uno stronzo (dall’accento sembrava settentrionale), non appena vede Vi che si avvicina per saltare la fila storce la faccia e gli dice (con grazia innata): “Lei non può passare avanti, è mezz’ora che aspetto e mi sto pisciando sotto!” Placo altre lamentele da parte di turisti tedeschi a cui rispondo con un “I’m sorry, she’s pregnant” che sembra aver sortito quanto meno un minimo di comprensione. Virginia, ormai sulla scala di ingresso del bagno cerca (anche se non dovrebbe) di giustificarsi per la sua necessità (tutelata) di dover passare avanti, ma il tizio continua a lamentarsi. Vi conclude con un:”sono spiacente ma non è un mio problema se lei in questo momento deve andare in bagno, le donne incinta sono tutelate”. Inutile dirvi che nei tre minuti che Vi ha occupato il cubicolo sto deficiente faceva il cenno di tirare giù la zip e farla in un angolo (con circa 200 persone davanti, se ci ripenso vomito). Beata ignoranza…non si ha rispetto di anziani, donne incinta, invalidi…che mondo di schifo.

Vedete anche il resoconto di Marco, qui

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6 pensieri su “La giornata mondiale del sopruso

  1. benessere

    beh, un episodio veramente spiacevole quello col poliziotto, e terrificante quello che ha dovuto subire la tua amica Virginia. purtroppo l’ignoranza spopola, e quando in autobus o in tram mi alzo dal sedile per far posto ad una persona anziana questa si meraviglia di un gesto così semplice, educato. bisogna insegnare a recuperare l’educazione.

  2. MadMark

    Mah.. ha detto bene il mio collega “Er Miguz”: devo aver incontrato VITO CATOZZO.. porch’immond che c’ho sott’i pied!!. E Tu? con quella test tutt tond che c’ha da dire sulla sua facc?! eh?!

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