Bye Merlino

Ciao Merlino,

questa è la lettera che ti dedico ora che non ci sei più, ora che Morgana è sulle mie gambe, ma so che tu non sei più di la sul divano a dormire. E’ stato improvviso, troppo per me. Stamattina eri sdraiato sul divano , poggiato di lato come se stessi dormendo, eri totalmente rilassato. Io mi sono alzato, ho giocato con Morgana, non ti ho quasi prestato attenzione, forse ti ho detto un “micio di papà” ma non ti ho toccato, sembravi così in pace. Solo più tardi purtroppo, mi sono accorto che eri morto, nonostante toccandoti fossi caldo, tu non eri più con me in quella stanza, eri altrove forse, ma non più lì. E poi ho dato  un triste risveglio di inizio anno a papà Marco che dormiva…era mezzo rimbambito e io totalmente terrorizzato, in preda al panico…non mi rispondevi, tu che di solito giochi con le zampine e il musetto eri immobile. Io ero quasi ghiacciato quanto te in quel momento. Ho cominciato a piangere come una fontana, non volevo rendermi conto io ti vedevo eppure tu non eri li, un distacco troppo forte per essere spiegato. Ma la cosa peggiore è stata vedere tuo papà Marco che una volta esaurita la mia disperazione e una volta che si è reso conto di tutto, l’ha resa sua, e ho visto calde lacrime scendergli dal viso. In questo momento l’impotenza è stata doppia…ho sentito di non aver fatto nulla per te, e ora non so cosa fare per lui. Spero staremo meglio, presto entrambi…spero di farmene una ragione…lo so chi leggerà penserà, in fondo era solo un gatto, ma per noi eri veramente qualcosa di più.

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7 pensieri su “Bye Merlino

  1. carla

    Non era solo un gatto, era un essere vivente che ha condiviso con te la sua vita e che è stato parte della tua famiglia. So come ti senti e, come ti ho già detto, ci vorrà un pò per abiturarvi alla sua assenza.
    Chi sottovaluta il vostro dolore non ha avuto la fortuna di ricevere l’amore di un animale.
    un abbraccio

  2. Qualcosa di peggio, te lo assicuro io, c’era eccome.
    Decidere prima ed attuare poi, la soppressione volontaria del tuo amatissimo.
    La fatalità, il destino se preferisci, aiutano molto a ressegnarsi, è nella natura delle cose. Per me quel pianto è durato giorni e giorni perché non riuscivo a trovare il coraggio di fare quel che era purtroppo indispensabile, uccidere il mio cane. E non finirà mai probabilmente, mi basta pensarlo, come ora, e gli occhi tornano lucidi, le lacrime tornano a scorrere.
    Condivido pienamente ciò che ha scritto Carla, chi non comprende non ha mai vissuto l’amore che un animale domestico è capace di generare.

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