Libero

Steso sulla barella di un ospedale, sotto i miei occhi, nonostante la mia assenza continua, totale, quasi un sonno di morte ho una percezione lievissima del neon delle lampade dell’ospedale in cui sono in degenza. Ogni tanto sento solo una bomba nelle orecchie, un fragore infinito che mi rimbomba nell’animo: “libero!”

Un dolore appena accennato si percepisce nella zona del costato e ancora il grido, stavolta meno lontano, meno sussurrato: “libero!”

Un turbinio di colori e sensazioni, il mio corpo non è che vortice di colori, di senzazioni di vitaed è così strettamente legato a quel piccolo dolore che mi tiene al di qua; l’urlo si avvicina è ancora più scandito: “libero!”.

Il dolore al costato è qualcosa in più  passa a quello di un ustione, che dolorosa è, ma generosa allo stesso tempo, perchè alla vita ti sta riportando; “Libero!”

Apro gli occhi da un torpore strano e risento la vita in me, vedo i segni rossi del defibrillatore e e capisco, sono libero, sono tornato sono di nuovo qui, le mie funzioni si rifaseranno e tutto sarà più bello, migliore, rispetto a quella sensazione di gabbia che si ha durante una lunga malattia.

Ed eccomi qua, vivo e libero! Io, che con i denti creerò una nuova strada, pieno di coraggio e di speranza!

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