Pride Impact

ITALY GAY PRIDENon eravamo tantissimi forse eppure quest’anno al contrario dei precedenti il nostro impatto mediatico almeno a livello internet è stato piuttosto forte. Ho visitato i siti di ansa, corriere.it e repubblica e anche quello del messaggero. In tutti è stata data la notizia di un’adesione variabile tra le 250.000 e le 300.000 persone (stime degli organizzatori). Chissà, forse anche i giornalisti ci danno importanza quando capiscono che la censura non riguarda solamente un modo di essere ma anche loro direttamente, visto che in questi giorni la libertà di stampa è stata messa a seria prova? Comunque sono felice perchè sembra che in qualche modo la manifestazione abbia avuto l’impatto necessario. Negli articoli non molti facevano riferimento alle transessuali che mostrano le tette (chissà la censura forse gli avrà fatto comprendere che sono persone come tutti gli altri anche loro?). Non immaginavo ci fosse questo eco e invece c’è stato, qualcosa in più. Sono felice sia stato dato l’accento alle nostre giustificatissime polemiche nei confronti del ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, assente e responsabile di aver cancellato l’omofobia dai reati indicati nel sito del ministro delle pari opportunità da quella santa donna dell’ex ministro Pollastrini.

Pienamente soddisfatto dell’intera manifestazione

Pride 2008

Un arcobaleno d'orgoglio

Alla faccia di quella esibiscitopa a tradimento di Mara Carfagna, anche senza il suo patrocinio, il pride c’è stato, lo spettacolo è andato avanti. Mille colori, allegria, tenerezza, ma allo stesso tempo rabbia, determinazione e tanta voglia di essere cittadini al pari degli altri. Tra angeli neri, caduti, tiare papali, orsi seminudi, disco dance a tutto spiano, il nostro pride è stato un faro acceso, una luce per una democrazia che vuole essere demonizzata e che è invece fatta solo di uguali diritti per tutti i cittandini, gay, lesbiche, transessuali e bisessuali di tutta italia. Non ho particolarmente approvato (come molti di noi) la manifestazione no vat, che ha “occupato” San Pietro e che è stata portata in questura in Via del Mascherino. Noi non dobbiamo manifestare contro la chiesa, autorità teocratica, apertamente ostile all’omosessualità, ma alle nostre istituzioni governative che, come tali, non devono farsi asservire dal potere solo religioso di santa Romana Chiesa. Ringrazio un caro amico, Giuseppe Pecce, direttore del Rainbow Choir di Roma (il primo coro GLBT in Italia) che ha cantato nel vivo della manifestazione l’inno di Italia, rivendicando anzitutto il nostro essere cittadini italiani e portando avanti dei valori patriottici come quelli che lo stesso compositore, Goffredo Mameli (attivista anticlericale, Grillini NDR) ha portato avanti durante la sua vita.
Come sempre, mi ha particolarmente toccato il discorso di un genitore appartenente all’Agedo che ha abbracciato suo figlio in piazza dicendoci:”Nessuna educazione ci metterà mai contro i nostri figli!” Non nascondo di aver pianto, in quel preciso istante.

E ora do il via ai ringraziamenti privati. Grazie, oltre a Giuseppe, a Stefano, Zampa, Gianlugi, Carlo, Valentina…insomma a tutti coloro con cui ho partecipato alla parata. Mi sono sentito parte di una vera e propria “famiglia diversa”, e questo, lo dedico a tutti coloro che dicono che una famiglia di questo genere, non è possibile.